il racconto della giara
La storia della giara incrinata.
C’era una volta, in India, un buon padrone che incaricò il suo servitore di riempire ogni giorno le sue cisterne d’acqua.
Il servo, allora, comprò due grosse giare e, come è consuetudine in quel paese, si legò una corda intorno alla testa e sulle spalle ai due lati per sostenere il peso delle due giare.
Ogni giorno, con molta fatica, andava alla fontana più vicina, riempiva le giare e trasportava l’acqua per riempire le cisterne.
Era felice del suo lavoro e del suo padrone!
Un giorno una delle due giare comincio a filarsi e, da quel momento, l’acqua che si versava dalla giara incrinata cadeva per la strada, così che metà della sua quantità si perdeva ad ogni viaggio.
Per questo motivo il servo era costretto a fare due volte il percorso per riempire la cisterna.
Un giorno la giara incrinata disse (in quel tempo le giare parlavano):
“Compagno, voglio chiederti un favore: buttami, sostituiscimi.
Pensa: io sono motivo di stanchezza per te.
Dalla mia incrinatura esce tanta acqua che tu sei costretto a recuperare facendo un altro viaggio!”
Il servo rispose:
“Ma io non mi lamento!”
“E’ vero!” riprese la giara. “Ma io si. Tu sei gentile con me tenendomi ancora così.
Rompimi!
E’ giunto il mio momento di essere buttata, non servo più a niente.”
Il servo prese la giara rotta con molta cura, salì su un piccolo monte e rivolgendo lo sguardo al di sotto le disse:
“Guarda la strada che separa la fontana dalla casa del mio padrone.
Vedi, da un lato è tutto verde e pieno di fiori, dall’altro e tutto secco ed arido.”
“E’ vero” disse le giara; “cosa è successo?”
Il servo spiegò:
“E’ così perché, quando mi sono accorto che tu lasciavi cader l’acqua, ho cominciato a pensare: questa può essermi utile anche così.
Perciò, ho piantato dei semi lungo il percorso che bagnavi e tu, ogni giorno, con l’acqua che cadeva, pensavi ad innaffiarli, risparmiandomi questo lavoro.
I semi hanno germogliato e adesso ecco: da questo lato ho un giardino ricco e prosperoso senza nessuno sforzo in più, perché tu li hai innaffiati ogni giorno.”
“Ma che meraviglia!” disse la giara; “ma io sono un impiccio nella tua vita, perché il padrone si rende conto della stanchezza che ti costringo a sopportare nel fare due viaggi al giorno.”
Il servo disse:
“Ma io piaccio al mio padrone e lui mi ama ancora di più perché tutti i giorni, quando gli preparo da mangiare, vengo da questa parte de giardino, raccolgo alcuni dei fiori, che tu hai innaffiato, li metto nel vaso per fare più bello il tavolo dove mangia il mio padrone.
E lui, davanti al tavolo fiorito, è molto felice.
Sicché tu hai un’utilità indiscutibile”
La giara rimase zitta ed il servo continuò il suo lavoro.
Molti di noi sono come questa giara.
Poiché non si trovano giare perfette, il Signore ci adopera secondo i limiti, per fare il bene che possiamo fare.
Non smettiamo di farlo perché abbiamo imperfezioni, perché abbiamo difficoltà, perché abbiamo dei limiti, continuiamo a portare acqua, nonostante non riusciamo a compiere i nostri doveri.
Se non raggiungiamo le nostre mete, nel nostro cammino ci saranno comunque fiori, e quelli che ci seguono possono raccoglierli e benedire la giara incrinata che li ha fatti crescere.
Voi siete molto importanti per la Piccola Fraternità di Salvador e auguriamo a tutti pace e prosperità e che abbiamo la forza di continuare cercando, credendo e permettendo che il sentimento di Fraternità invada la nostra anima.
Scopriamo insieme la nostra importanza nel mondo e convinciamoci che il mondo ha bisogno di noi, se non lo facciamo il mondo ne sentirà la mancanza!.
I miei discepoli si riconoscono da quanto si amano, ha detto Gesù.
Associação Pequena Fraternidade
de Salvador – Bahia
